Adattamento, scenografia e regia
Emanuele Santoro
Con
Robeto Albin
Emanuele Santoro

Lo spettacolo
Un sottoscala fatiscente, al nord. Due emigranti, del sud. Uno è fuggito "per" qualcosa, l'altro "da" qualcosa. Il primo, uomo semplice e pragmatico, sogna di tornare e costruire la casa più bella di tutto il paese. Il secondo, intellettuale, interessato al tema della schiavitù, sa che a casa non tornerà mai. È la notte dell'ultimo dell'anno, e nel loro scantinato fatto di due brande e un tavolino, i due trascorronno la festa tra accuse, ripicche e piccole crudeltà, tra sogno e disillusione. Un testo che tra dramma e farsa propone un tema amaro e di assoluta attualità.


Recensioni
"Ben recitato dallo stesso Emanuele Santoro, che restituisce l'espressività di un testo raffinato e originariamente narrativo, affiancato dalla concretezza vernacolare di Roberto Albin (un vero emigrato, dai Grigioni a Napoli e ritorno, per ricordarci che anche gli svizzeri sono stati emigranti),." Manuela camponovo, Giornale dle Popolo, 19 dic 2016.


Emigranti
di Slawomir Mrozek
"Questa non è gente, questi non sono umani."
"E dove sarebbe la gente secondo te?"
"Giù, da noi."
e.s.teatro
foto di Agostino Rossi