Adattamento e regia
Emanuele Santoro
Con
Emanuele Santoro
Laura Rullo
Mauro Gianantonio
Elisa Conte
Claudia Pessina
Scenografia
Pierfranco Sofia

Recensioni
"Emergono due elementi: la regia e la scrittura. Santoro ha infatti un indubbio talento che gli permette di estrapolare la sostanza significante da un testo drammatico, di intravederne la resa teatrale desiderata grazie a scelte calibrate di interpreti e di soluzioni. Santoro ci propone un adattamento personalissimo della tragedia scespiriana. Un'abile sintesi di cinquanta minuti di spettacolo a cui spetta il compito di inseguire cinque atti in cui si racconta la vendetta del principe di Danimarca. Il suo è un teatro di idee che ha il pregio di aprirsi a più livelli di fruizione." AZIONE

"Dal profilo della messa in scena, l'operazione è accurata, sia sul fronte registico che interpretativo, il cast è ben rodato e le incertezze del debutto sono già eliminate. Santoro, come protagonista, è sempre concentrato e sfoggia una dizione impeccabile." CORRIERE DEL TICINO

"L'idea registica è interessante, accompagnata da alcune pratiche soluzioni di suggestiva efficacia." GIORNALE DEL POPOLO


Lo spettacolo
II principe Amleto, erede al trono di Danimarca, vede apparire sugli spalti del castello lo spettro del re, suo padre, che gli rivela essere stato assassinato dal fratello Claudio, che ha poi sposato la vedova, la regina Gertrude, nonché madre di Amleto. Il giovane principe medita la vendetta; per compiere il suo piano non esita a sacrificare l'amore che la giovane Ofelia prova per lui. Il principe si fa credere pazzo e la giovane donna ne soffre fino a morirne. La tragedia intanto incombe sul trono dell'usurpatore e viene scatenata nel momento in cui degli attori girovaghi arrivano a palazzo: Amleto fa loro mettere in scena un dramma che ricalca la vicenda del padre. Il re Claudio tenterà vanamente di sbarazzarsi di Amleto, mentre Laerte, fratello di Ofelia, straziato dal dolore e accecato dall'odio contro Amleto per la morte di suo padre Polonio e della giovane sorella, è deciso a vendicarsi, e trama alle spalle di Amleto assieme a re Claudio. Così Laerte e Amleto si battono a duello, ma la spada di Laerte viene imbevuta nel veleno, così come avvelenato è il vino destinato ad Amleto. Mentre la battaglia si fa sempre più violenta, la regina beve per sbaglio il vino avvelenato, Amleto viene ferito e Laerte ucciso. Trovando la regina morta, Amleto non contiene più la sua ira e uccide il re, cadendo quindi a terra morto lui stesso.

Note di regia
In Amleto c'è molto, moltissimo, ma soprattutto c'è il teatro, quello scritto e vissuto, quello che parla di Komos e Tragos, della commedia e della tragedia della vita, di come affrontarle ed accettarle come facce di una stessa medaglia. Se Shakespeare ci insegna il teatro, Amleto ci offre una possibilità di riflessione. I suoi argomenti sono anche i nostri. I giochi di potere, l'ambizione, l'amicizia, la lealtà, l'amore, la fedeltà... Egli intraprende una profonda introspezione, tanto da farci dubitare di tutto. Ci induce ad aprire gli occhi sul mondo e ad analizzarlo, rifiutando facili assiomi. Amleto si interroga, prima ancora che sugli avvenimenti, sui misteri della sua stessa natura. Una visione della vita che si allontana dal semplice concetto di tragedia per farsi schema sulla condizione dell'uomo.
"Come mi sembrano estenuanti, corrotte, fastidiose e inutili tutte le abitudini del mondo! È un giardino abbandonato che non dà frutti, posseduto solo dalle cose più scadenti e putride." (Amleto)
Ecco il punto di partenza. Il fastidio. Il fastidio amletico mi corrisponde.
"E tutto il resto non fosse che prologo!..." (J. Laforgue)
Emanuele Santoro, dicembre 2004


Amleto
di William Shakespeare
«Essere o non essere. Il resto è fastidio». (Amleto)
e.s.teatro