Riduzione teatrale
scenografia e regia
Emanuele Santoro
Con
Emanuele Santoro
Giorgio Cesaretti
Laura Rullo
Elisa Volonterio
Davide Cavadini

Recensioni
"Come abbiamo sostenuto in altre occasioni, anche con questo Don Chisciotte Emanuele Santoro conferma la sua intelligente capacità di ricostruzione e adattamento teatrale di testi importanti uniti a una sana vocazione alla regia." AZIONE

"Emanuele Santoro rappresenta un caso a sé nel contesto dell'abbondante produzione locale. Santoro lavora sui classici senza troppo rispetto riverenziale, li disseziona, lì ricompone a modo suo e ne estrae un succo personale che consegna al pubblico. Non è più una messa in scena rispettosa del testo originale, ha più a che vedere con una forma di (auto)analisi al cospetto non della drammaturgia ma del personaggio. In questo Don Chisciotte, troviamo un ambiente quanto mai carico di suggestioni. La regia sì rivela ricca di inventiva. L'interpretazione del protagonista è generosa e tecnicamente valida." CORRIERE DEL TICINO


Lo spettacolo
Chi è oggi don Chisciotte? Dov'è oggi Don Chisciotte? C'è oggi un Don Chisciotte? Ce ne sono senz'altro… Forse io sono uno tra quelli.
A ventidue anni decisi di voler fare del teatro la mia vita, ci ho provato. Ed eccomi qui, a trentaquattro anni, a vivere di teatro da quasi dieci. Un ideale, una scelta, un sogno. In principio un'illusione. Oggi, a distanza di anni, ci ripenso, e mi rendo conto che i motivi per cui mi ostino sono gli stessi. Un ideale, una scelta, un sogno. Far teatro oggi è un vera fatica. Una fatica immane. E non mi riferisco semplicemente ai problemi legati alla mancanza di spazi per poter lavorare, e via dicendo. No, non solo. In un'epoca in cui tutto è studiato per renderci la vita comoda, il teatro è confinato a "spazio scomodo", luogo in cui per apprezzare ci si deve impegnare, aprire gli occhi, le orecchie, la mente e il cuore. Troppo faticoso. Abbiamo tante altre possibilità… E considerato che gli anni tolgono ma allo stesso tempo aggiungono (consapevolezze, vissuto, esperienza), il mio essere donchisciottesco trova sempre di più la sua gustificazione.
Don Chisciotte è un'altra tappa del mio faticosissimo cammino. Come per i precedenti Caligola e Amleto, la figura del Cavaliere errante è una sorta di chiamata, un altro confronto con me stesso. Attraverso lui, ma con me stesso. Nell'affrontare un testo, un personaggio, ho bisogno di creare con esso un rapporto personale, epidermico, per poi pormici di fronte con un atteggiamento critico, attraverso una rilettura che giustifichi e valorizzi il suo essere un classico. Un opera senza più un tempo. Opera che trascende se stessa per parlaci dell'uomo, della natura dell'uomo. E Don Chisciotte parla dell'uomo, quello che vive la sua vita solitaria tra un continuo alternarsi di verità e di menzogne, di moralità bene e male intese, di aspirazioni raggiunte e di sogni svaniti, di sante generosità e di vili egoismi. Ci parla dell'uomo che, sostanzialmente anarchico, difende la sua morale contro la morale codificata che gli è innaturale, e che lotta a suo modo per realizzare il proprio ideale alternando la realtà con il sogno e la fantasia che gli sono necessari all'esistenza.
In Don Chisciotte, letteratura e vita, teatro e vita si mischiano: i mulini a vento diventano dei giganti, le locande dei castelli, i montoni degli eserciti nemici… Ogni cosa può essere soggetta a diversi punti di vista, il che fa perdere chiaramente l'esatta concezione della realtà. Confusione, incertezza, disinganno: una "scissione tra coscienza e vita" che perdura ancora oggi e che rende il Don Chisciotte assolutamente attuale.
Abbiamo bisogno di Don Chisciotte. Io ho bisogno di Don Chisciotte. Voglio potermi sorprendere e non sentirmi solo nel vedere qualcuno che crede fortemente in ciò che fa, qualcuno che riesce ancora a sognare. Qualcuno che, come il nostro Cavaliere dalla triste figura, riesca, in nome di un ideale, ad essere nel mondo e fuori dal mondo al tempo stesso.
Chi è oggi don Chisciotte? Dov'è oggi Don Chisciotte? C'è oggi un Don Chisciotte? Ce ne sono, senz'altro…
E io, oggi, voglio sentirmi tra quelli.
Emanuele Santoro, aprile 2006.


Don Chisciotte
di Cervantes
"Felice età e secolo fortunato, quello in cui verranno alla luce le famose mie gesta, degne di essere scolpite in marmi, incise in bronzi e dipinte in quadri, a perenne ricordo dei secoli futuri!"
e.s.teatro